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a cura di Lions Club Arezzo Chimera

Atmosfere

magiche da vedere

È il parco più verde d’Italia ma d’autunno si tinge di mille colori, tanto che è uno dei luoghi migliori per ammirare il foliage, ovvero lo spettacolo delle foglie che si tingono di tutte le sfumature del rosso, giallo e arancione.

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Nel Parco si possono ammirare le cascate dell'Acquacheta, descritta già da Dante nella Divina Commedia, ma anche luoghi come Castagno d’Andrea, splendido borgo immerso nelle marronete, ovvero i boschi di secolari castagni coltivati per la produzione di marroni che un tempo costituivano la base alimentare della gente di montagna.
Da qui si può partire per un’escursione al Monte Falterona, dove si trovano le sorgenti del fiume Arno e il Lago degli Idoli, antichissimo luogo di culto degli Etruschi e il più importante sito archeologico del Casentino.

Tra i luoghi più belli da visitare anche il Lago di Ponte, un bacino artificiale perfettamente inserito nel situato in una delle zone più ricche di sentieri del Parco, ma anche il pittoresco borgo medievale di San Benedetto in Alpe, gli antichi mulini di Fiumicello e Castel dell’Alpe, dove le macine sono ancora funzionanti, il Monte Penna, splendido punto panoramico: lo spettacolo dalla cima del monte è uno dei più suggestivi dell’Appennino con foreste secolari a perdita d'occhio e, nelle giornate limpide, si arriva a scorgere anche il litorale adriatico.

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Quasi 37.000 ettari di natura superba con incastonati due importanti luoghi di fede come Camaldoli e La Verna. Inoltre tanta storia, arte e architettura presente in caratteristici borghi caratterizzano questa grande area naturalistica posta sull’Appennino tosco romagnolo. Tutto questo, insieme a centinaia di chilometri di sentieri di ogni grado di difficoltà, sono una bella presentazione di questo grande polmone verde, e al tempo stesso un allettante invito a visitarlo, anzi a viverlo.

Difficile consigliare il periodo migliore per visitare il parco. Certamente l’estate è la stagione che vede il maggior numero di presenze, anche per il desiderio e l’esigenza di allontanarsi dal caldo e dalla caotica vita cittadina. Ma le sorprese e gli spettacoli più belli e affascinanti il Parco li offre nelle altre stagioni.In primavera potremo percorrere i suoi sentieri accompagnati dal verde tenue delle nuove foglie dei faggi e da tanti altri colori offerti dalle molteplici tipologie di fiori. Questa stagione è anche caratterizzata dai piacevolissimi suoni di fossi e ruscelli ancora ricchi d’acqua e l’incessante cinguettio di tante specie di uccelli.L’autunno ci offre colori caldissimi: giallo, arancio, rosso. Colori che diventano vivacissimi e quasi accecanti quando sono illuminati dai raggi diretti del sole, o molto tenui quando sono filtrati dalle prime nebbie. Il rumore più caratteristico dell’autunno in foresta, che richiama uno specifico turismo, è il possente bramito dei cervi maschi in amore che inizia all’imbrunire per cessare alle prime luci dell’alba.  

L’inverno, per le foreste del parco, è la stagione del silenzio. Sembra un invito alla riflessione, allo stare con se stessi. Non siamo confusi dai tanti colori perché tutto si trasforma in una sorta di scala di grigi. All’interno di molti boschi le prospettive cambiano perché in mancanza di foglie la visibilità in foresta è molto maggiore, più profonda. Con la neve tutto diventa surreale, ancor più bicromatico. Fortissimo diviene il contrasto chiaro scuro. La neve, il ghiaccio, la galaverna, inoltre, ci offrono spettacoli inaspettati. Dai giochi di luce con accecanti riflessi, a certe sculture modellate dal vento d’incredibile bellezza che sarà difficile dimenticare.

Una citazione di Marcel Proust dice: “il vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi luoghi, ma nell'avere nuovi occhi”. Con questo presupposto il Parco Nazionale non finirà mai di mostrarsi. Anche rifacendo uno stesso percorso, vedremo ogni volta nuove cose, nuovi colori. Emozioni diverse ci accompagneranno anche in uno stesso cammino.   

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