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a cura di Lions Club Arezzo Chimera

Il Primo Conclave

a cura di Marzia Fontana e Roberto Cecchi

Il primo Conclave della storia di Santa Romana Chiesa è stato celebrato in Arezzo, nel gennaio 1276

Quando  nel 2013, il Maestro delle Cerimonie ha intimato l’extra omnes dalla Cappella Sistina, si è ripetuto un antichissimo rituale suggellato dalla elezione del Cardinale Bergoglio quale 266º papa della Chiesa cattolica; un rituale che per la prima volta era stato celebrato ad Arezzo, 737 anni prima, il 20 (o il 21) gennaio 1276. Allora bastò un solo giorno per eleggere il successore di Gregorio X, il Papa beato le cui spoglie sono conservate in Duomo, uno dei pochi che non sia sepolto nelle Grotte Vaticane. In quella prima votazione i tredici cardinali di allora (fa un certo effetto il confronto con i 115 del 2017) scelsero uno di loro, Pietro da Tarantasia, che prese il nome di Innocenzo V, 185° Papa di Sacra Romana Chiesa. Sul soglio pontificio rimase solo pochi mesi, ma questa è un’altra storia.
 

A proposito di storia: eravamo appunto, in quel gelido e lontanissimo inverno da Tramonto del Medievo, in uno dei periodi di punta della potenza di Arezzo. Libero Comune di parte ghibellina, capace di confrontarsi alla pari con le città-stato vicine, a cominciare da Siena e Firenze, dalla quale appena 13 anni dopo sarebbe arrivata la definitiva sconfitta a Campaldino (11 giugno 1289) , in cui perse la vita anche quel Vescovo Guglielmino degli Ubertini che aveva ricevuto ed ospitato nei suoi ultimi giorni di vita terrena Papa Gregorio X, entrato già malato in città, dalla Porta del Foro, allora situata nella zona del Canto alla Croce, risalendo poi la Ruga Mastra (le attuali Piaggia di Murello e via Ricasoli) fino al Palazzo Vescovile, situato più o meno dove è adesso, ma immerso in uno scenario del tutto diverso: al posto del Duomo c’era la piccola cattedrale di San Pier Maggiore, in cui i Vescovi si erano trasferiti dopo aver lasciato dapprima il Duomo Vecchio del Pionta, e poi la Pieve, con il suo Palazzo episcopale ora scomparso.

Papa Gregorio X
Papa Innocenzo V

Era anziano e stanco Papa Gregorio X, reduce dal concilio di Lione, uno dei più importanti della Chiesa medioevale. Sedeva sul soglio di Pietro da quattro anni, dopo una delle elezioni più turbinose della storia.

 

Nei primi anni del cristianesimo l'elezione del nuovo pontefice avveniva attraverso l'assemblea dei cristiani di Roma oppure il predecessore indicava chi avrebbe dovuto prenderne il posto. Dal 330 in poi l'elezione era riservata al clero dell'Urbe, ma di fatto il voto veniva influenzato dalle famiglie più potenti pronte a sfidarsi per far eleggere un loro parente.

Fu proprio Gregorio X a fissare i termini del “conclave” come in effetti lo conosciamo oggi. Decisivo, forse, fu quanto accadde proprio durante l'elezione che portò Gregorio X al Pontificato: alla morte di Clemente IV 19 cardinali si riunirono a Viterbo nel 1268 e ci vollero ben 1.006 giorni per eleggere Gregorio X con i cittadini che nel frattempo rinchiusero letteralmente a chiave i cardinali elettori, paralizzati da mesi  da reciproci veti, nel palazzo papale mettendoli a pane e acqua e scoperchiando il tetto. Si arrivò allora alla elezione di un outsider: Teobaldo Visconti, Gregorio X appunto, che non solo non era cardinale ma neppure prete, sia pure con la fama di rettissimo uomo di chiesa e di intellettuale raffinato.
 

ll 1276 invece l’afflusso dei cardinali ad Arezzo fu rapido, tanto che il 21 gennaio, 10 gg dopo il decesso del Pontefice, si potè avviare il conclave. E grazie alle regole fissate qualche manciata di giorni prima a Lione (la Costituzione papale Ubi Periculum), il giorno stesso dell’inizio del Conclave avvenne la proclamazione di Innocenzo V. Fu la chiesa di San Domenico la sede dell'elezione a cui presero parte 13 porporati: i cardinali aventi diritto di voto erano 16, ma in tre non riuscirono a prenderne parte. I 13 partecipanti  rappresentavano lo Stato pontifcio, altri stati italiani, il Regno di Francia ed il Regno del Portogallo. Il 22 gennaio Pierre de Tarentaise, vescovo di Ostia, venne eletto con il nome di Innocenzo V.

Chiunque sia, in futuro, il nuovo Papa, il suo carisma nasce anche da una storia iniziata sette secoli fa ad Arezzo.

Papa Gregorio X nel corso del secondo Concilio di Lione, da lui convocato, fra i vari temi trattati fissò le norme per l'elezione papale attraverso la costituzione papale Ubi periculum. L'obiettivo era evitare quanto accaduto a Viterbo e soprattutto intromissioni dall'esterno, da parte delle potenti famiglie aristocratiche. La costituzione del 1274 prevedeva che i cardinali:

  • Dovessero riunirsi, ciascuno con un solo accompagnatore, dieci giorni dopo la morte del papa nello stesso palazzo dove è avvenuto il decesso.

  • I porporati dovevano abitare in una sala comune senza contatti con l'esterno.

  • Vietati gli scritti ai cardinali, pena la scomunica.

  • Dopo tre giorni i cardinali avranno diritto ad una sola pietanza per pasto e, trascorsi inutilmente anche ulteriori cinque giorni, la dieta sarà limitata a soli pane, vino ed acqua.

  • Durante la sede vacante tutti i proventi ecclesiastici spettanti ai cardinali erano trattenuti dal camerlengo e poi messi a disposizione del nuovo pontefice.

Malgrado le successive modifiche lo spirito e le principali norme di questa "costituzione" vennero poi confermate da Giovanni Paolo II nel 1996, precisandone meglio le regole.

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