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a cura di Lions Club Arezzo Chimera

Testimonianze umane

Il territorio è costellato di segni della presenza umana, da elementi di interesse artistico e monumentale a oggetti artigianali o di semplice uso quotidiano. Un borgo, un semplice casolare, un opificio sono la testimonianza concreta del rapporto che l’uomo aveva instaurato con il territorio e con la natura. Ponti, maestà, ecc. devono essere recuperati e tutelati non perché servono a rendere più fruibile e bello il territorio, ma ci raccontano un modo di vivere nella natura e con la natura che costituisce una grande ricchezza culturale da salvaguardare.

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Sfruttamento e Tutela

Le Foreste Casentinesi furono utilizzate nel Medioevo per il prezioso legname indispensabileall'Opera del Duomo di Firenze alla Cupola del Brunelleschi agli alberi maestri delle flotte navali di Pisa e Livorno.

Le quote del Parco variano da 400 a 1.658 metri: il Monte Falco (1.658 m) ed il Monte Falterona (1.654 m), da cui sorge il fiume Arno, sono le vette più alte. La geologia del versante romagnolo è caratterizzata dalla formazione marnoso arenacea, costituita da sedimenti di ambiente marino profondo, con grandi banchi di arenaria intercalati a strati di sottili marne. Nella parte toscana ben rappresentato invece il “macigno” costituito da banchi di roccia arenacea alternati a scisti argillosi e marne grigie.

Il territorio è suddiviso in quattro zone, classificate secondo il regime di tutela al quale sono sottoposte:

  • "Zona A di riserva integrale": aree di eccezionale valore naturalistico, in cui l'antropizzazione è assente e l'ambiente naturale è conservato nella sua integrità; in assenza di fattori di disturbo endogeni ed esogeni. Con una superficie di circa 1.200 ettari,  comprende le Riserve Naturali Integrali di "Sasso Fratino", " La Pietra " , "Monte Falco" , "Monte Penna" e "Rovino";

  • "Zona B": è la zona nella quale le attività consentite sono finalizzate al miglioramento della complessità degli ecosistemi, al mantenimento di equilibri naturali e colturali, all'esaltazione ed alla conservazione degli elementi di forte caratterizzazione paesaggistica, storica, monumentale, ancorché non coerenti con le caratteristiche di naturalità peculiari della zona stessa. Nella zona B vengono conservate le caratteristiche naturali, nello stato più indisturbato possibile. La naturalità è mantenuta attraverso la mera protezione, l'intervento attivo dell'Ente ed il mantenimento dei soli usi didattici, educativi, divulgativi, ricreativi ed agro-silvo-pastorali tradizionali, compatibili con la conservazione delle caratteristiche di massima naturalità. È costituita per buona parte dalle Foreste Demaniali Regionali, dalle Riserve Naturali Biogenetiche statali di Camaldoli, Scodella, Campigna e Badia Prataglia, e dal Santuario francescano della Verna;

  • "Zona C": caratterizzata dalla presenza di risorse naturali, paesaggistiche ed ambientali meritevoli di protezione e valorizzazione. Comprende aree in cui l'attività umana ha conformato l'aspetto dei luoghi e l'ambiente portandolo allo stato attuale meritevole di protezione.

  • "Zona D": comprende tutti i centri urbani e le loro previste espansioni, nonché aree a destinazione produttiva tradizionale, piccoli centri di valore storico e di valenza turistica.

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